In ogni modo, se questo Pervigilium Veneris accusa la decadenza, se non ne è sempre squisita la latinità, reputo opportuno farne luogo alla traduzione che ne ho condotta, perchè porge i dati acconci a darne l’idea delle feste di Venere, che si celebravano in Roma e nelle Colonie, e prima che altrove in Pompei, dove la città stessa chiamavasi Colonia Veneria e vi aveva culto ed altare. Non è poi fuor di luogo osservare come, malgrado il libertinaggio più sfrontato che presiedeva a cotali feste, pure il Pervigilium Veneris si riduca ad essere un Canto sulla Primavera, senza che vi sia concetto od immagine, che offender possano il pudore.
PERVIGILIUM VENERIS[150].
Cras amet, qui nunquam amavit,
Quique amavit, cras amet.
Ver novum, ver jam canendum:
Vere natus est orbis.
Vere concordant Amores,
Vere nubunt alites,
Et nemus comam resolvit
Ex maritis imbribus.