L'Ottava e la Granata, ne anco di questa non vi potete ingannare, perche e à tanto bon mercato, questo fragmento è tanto commune, che tutti lo conosce, la nona Gioia, e il Corallo, anche di questo non havete bisogno, che nessuno ve li insegna stante che e tanto facile a conoscerlo, basta solo osservare, che sia bon rosso, e manco fecie sopra e meglio.
Non crederia, che fosse compito il mio Tratatto del nuovo lume, se non trattasse anco delle fineze, e astucie, che usano li lapidarij, che taglia Pietre, ò Gioie per meglio intendere, & anco altri belli ingegni, per ingannar li Gioilieri, e Orefici; Tali quali sono, non intendo di tassar mai li Boni, prima li Armenij, portano nella Italia certe Vesiche di perle, le quali sono doi pesi, e con la goma li tengono taccati insieme, che paiano un pezzo solo, e li vendono per peri di Perla, e così che li compra restano ingannati; Vi sono quelli che comprano Perle ritonde per far Colli da Dame, e Principese, in dette Perle si ritrovaranno, che haverà il bucho grando, e piccolo, onde quando sono infilate, fano male, che salta in sù, che in giù, e fà bruto vedere, mà il Gioiliero asperto, che acciò faccia bel efetto, il filo, piglia quelle Perle del bucho grando, e li mette dentro al bucco della pena da scrivere, e fà che sij uguale di buco, acciò sij uguale nel filo, perche fà più bel vedere, onde manca natura, Arte, procura, e quelli che comprano di dette Perle debbe osservare, che habbino il buco piccolo, ora perche non tutti hanno il polso di poter comprar Diamanti, Rubini, Safiri, Smeraldi, e altre Gioie di colore, che fan li lapidarij pigliano del Cristallo, è fanno brilli a forma di Diamanti, e poi pigliano doi pezeti di Cristallo tagliati, che in quadro, che in ottangolo, e li colano insieme, e in mezo li danno il color che di Rubino, che di Zafiro, che di Topazo, che di Smeraldo, in fine in quel color loro vogliono, e fanno comparire una pietra più bella delle fine, che all'occhio, di che non sà, la crede fina, e queste frà Gioilieri, e Orefici sono nominate Dopie; Vi sono de lapidarij astuti, che fanno di queste Dopie, con arte grande faranno delle Doppie di Safiro, con sopra la tavola del Safiro, è il fondo di vetro turchino, e li dicano Zafiri facendola pure una Pietra grande, e di gran prezio, mà alla fine non è che una Pietra falsa, Pietra Dopia, la legherano in oro, e poi cercherano di venderla à di Gioilieri, onde bisogna essere bene asperti e haver grande pratica, per non essere ingannati, mà la più sicurezza di comprar dette pietre è di far il prezio, mà avanti di darli il denaro, farli cavar fora del anello scuro, dove si ritrova allora, vedrete se fina bene, se è falsa il contrato, e nulla è così non sarete mai ingannati, fanno da vantaglio li lapidarij tali quali pigliano doi pezeti di Cristallo, e fanno quel pezeto, che deve esser per fondo lo cercano, che habbia dell'erba, ò griso in un cantone, e quello lo fanno servir per fondo di un Smeraldo, un'altro pezeto di Cristallo, che haverà un poco di fumo, lo faranno servire per far il fondo à una Dopia di Rubino, fate che sijno dette pietre saranno grandete, e li faranno legar in oro, e li mandranno a vendere alli Orefici per persona incognita, l'Orefice, che vede dette pietre grande, e belle di colore, mà li vede quel poco mancamento, li crede per fine certo, è vedendo, che il prezio non è disorbitante, casca l'Orefice a comprar dette pietre quello, che li vende quando a pigliato il denaro volta via, mai più si vede, e l'Orefice li viene occasione di voler rilegar in altra fatura, cava le pietre, e vede che è ingannato, e il male vi è da chi gli hà lavorate, talvolta detto Orefice haverà speso sete Dopie, ò dieci Dopie, e tal volte non valerano dieci Pavoli. In tutto è di dette pietre ne fanno di tutti li colori, e d'ogni grandezza ne fanno anco di un pezzo solo pigliando del vetro Turchino ò Verde ò giallo ò di color d'Amatista violato, e tagliano delle pietre di Anelli, in che forma li piace, e poi se trova de gonzi li vendano per bone, ma li Asperti Gioilieri, e anco Orefici è che habino bona pratica subito che haveranno una di dette pietre nelle mani senza haverla guardata nel peso suo conoscerà, che non è fina detta pietra, perche non haverà quel peso, che ad havere se fusse fina dalla grandezza, che ella si trova, e poi mirandola contra all'aria, haverà per dentro delli ampoli, ò ponti, che sempre il vetro ne tiene, e se sono di un'altra Compositione, le dicano di pasta di vetro questo non tiene ampole mà è assai più greve della fina, e nel suo polimento è grasso, onde non difficile a conoscerle. In Franza, ò praticato de belli ingiegni, li quali si misero alla impresa di far fondere il Cristalo di Rocha, e farne delle Opere di grande valore, pigliavano del Cristallo del più bruto fusse possibile, di quello non fosse bono a nulla, e detto Cristallo, lo favano in polvere, e poi pigliavano doi grandi Crocioli, e metevano dentro detto Cristal in polvere, e in un grande foscho, come si fanno alla fornase del Vetro, e lo favano liquefare, e poi pigliava la forma di quelle cose, che loro volevano fare, e li Riusivano l'opera, che volevano, mà non haveva lustro, ne polimento alcuno, parevano come grani di salle, ne meno li potevano dare il lustro, perche era tanto fragile, che si rompeva facilmente, e così dismisero le sue opere, un'altra facevano, pigliavano una bella pietra di Cristallo neta in forma di taglio di Rubino, e pigliava un Crosciolo, e li mettevano della acqua forte, con dentro detta Pietra è una tinta di Rubino, e fanno bollire con grando focho, onde detta pietra à forza del calore apriva li pori, e dentro entrava il colore, e quando che la pietra haveva preso del colore, la pigliavano fora, onde era una pietra, tutta giazi, onde era in tanto le colone dove era agiazata, e detta pietra pareva una pietra imbriaca, perche non tenevano il colore uguale da un canto pareva Rosa, da un'altro pareva del Gialeto, al fine si pol dire à dette Pietre fantastiche, e così li comprano le persone fantastiche possono ben fare quanto fanno con l'arte, che non arivaranno mai alla natura, li è sempre a dire qualche cosa, ò nella durità, ò nel polimento; Al fine la Gioia naturale porta seco il nome di Gioia preciosa, perche Gioia che Gioisce rallegra il Core; Preciosa, perche una bella Gioia perfetta, che non habbia mancamento alcuno, se le pol dire preciosa, perche non à prezio che la paghi, essendo fatta dalla mano pretiosa di Dio, e quì facio Fine.
IL FINE.
[TAVOLA] DEL PRIMO TRATATTO.
Della Perla Orientale. [7]
Della Perla Occidentale, ò Scozesa, come vogliamo dire. [14]
Della natura è qualità che deve haver il Diamante. [15]
Della natura, e qualità che deve haver il Rubino. [19]
Della natura, e qualità del Zafiro. [21]
Della natura, è qualità nel Balasso. [25]