RUFO

Una coorte
Ardìa di salutare imperatore
Vindice, ma s’opposer l’altre.

NERONE (sempre più spaventandosi)

Il vero
Narri?... Per tutti i Numi dell’Olimpo
E dello Stige io qui dichiaro Vindice
Nemico della patria! Ei ceda tosto
L’esercito e ritorni a render conto
Di sua perduellione... Ma fidarmi
Posso di te?... Via, parla: io sono ancora
L’imperatore?

RUFO

Tal sei, nè il Senato
Volle ordinare per la tua salvezza
Supplicazioni pubbliche, sì lieve
Cosa stimò que’ gridi militari
Della Gallia—e ad offrirti un lieto augurio
Ti chiede in grazia che cotesto mese
Di Aprile sia chiamato in avvenire
Dal nome tuo Neroniano.

NERONE

Ed io
V’acconsento.

MENECRATE

Nerone è generoso!