Su te sciagura,
O malaccorta!

EGLOGE

Oh, che vuoi dire?...

ATTE

Io dico
Che dall’impuro stato ove giacevi
I tuoi provocatori occhi levasti
Fino al trono di Cesare, fidando
Nel reo potere della tua bellezza;
Ma non vi perverrai, stolta fanciulla;
Distruggere saprò con le mie mani
La turpe tua bellezza.

(leva un pugnale e corre sopra Egloge)

EGLOGE (mandando un grido e fuggendo)

Oh, chi mi salva
Da questa furibonda?

ATTE (inseguendola)