Uscito dalla porta della giustizia[38] era serrata la chiesa di Santa Maria del Tempio, che lo avevano comandato i nemici di Cecco, acciocchè paresse che non credesse in Cristo. Quando finalmente fu sul luogo della giustizia, il banditore bandì, e fecero un cerchio di cavalli attorno al capannuccio, onde poca gente potè entrare nel cerchio; e molti saliron sul muro dell'Arno, che era lì presso, tanto che si potesse vedere molto bene.

Arrivato maestro Cecco dinanzi al capannuccio non mutò aspetto neppur là; ma arditamente vi entrò dentro: ed essendo già legato alla colonna, alcuni misero il capo dentro, pregandolo che si pentisse. Ed egli stava sempre forte; e ad uno che pur il pregava, spesso dicendogli:

— Perchè vuoi tu morire così?

Egli rispose:

— Questa è una verità che ho sempre albergato in me, della quale non si può rendere testimonio se non dopo morto.

Allora, per ispaurirlo, fecero molte volte fumo attorno il capannuccio, e molti altri spaurimenti; infine, dopo molte battaglie, dategli sempre invano, misero fuoco al capannuccio; e com'egli lo sentì appiccato, volgendosi col capo, che con la persona non potea, verso Firenze, disse con gran voce:

— Firenze, questo supplizio è tua grande vergogna; la tua obbrobriosa servitù a' signori stranieri, a' frati ed a' preti, ti farà per molti secoli cieca, e ferma incontro al tuo bene: il tribunale che mi ha condannato...., qui fece un atto come se starnutisse, nè disse se non l'ultima parola; che fu:

— Maledetta sie tu...

E essendo arsi i legami che il tenevano legato alla colonna, cadde in terra ginocchione, con la faccia volta verso il cielo, e la bocca tonda già morto.

CONCLUSIONE.