Un'altra consimile, ch'estratta dal registro de' Capitoli d'Alfonso, si vede anche impressa nelle nostre prammatiche[469] fu da questo Re stabilita nel 1446 nel Mazzone delle rose presso lo Spedaletto, non molto da Capua lontano; e letta e pubblicata con gli altri capitoli nel castel Capuano, dove ordinò che non dovessero inquietarsi coloro, che innanzi la morte del Re Ladislao aveano continuamente per se e per loro legittimi antecessori posseduto e possedevano terre, castelli ed altri beni; nè astringersi a portare originalmente i loro titoli, e vedere ed esaminare i loro antichi diritti, che sarebbe sovvertire diversi stati e condizioni di molti nel Regno; della qual legge fu anche ricordevole Capece nelle suo decisioni[470]. La prammatica 2 che leggiamo sotto il tit. de Off. S. C. pure fu d'Alfonso, non di Ferdinando, come si è detto.

L'altra[471] che parimente si legge nelle nostre prammatiche è quella notissima che tratta de' censi, nella quale Alfonso inserì la Bolla di Niccolò V, stabilita a sua richiesta dal medesimo per li suoi Regni, in Roma nel 1451, per regolare i censi. Questo Re per mezzo di tal prammatica confermò la Bolla, e volle che ne' suoi Regni avesse forza e vigore non meno che le altre sue leggi e statuti, aggiungendo altri suoi ordinamenti intorno alla validità e modo da tenersi nella costituzione de' censi suddetti. Fu questa statuita nella Torre del Greco, ove il Re dimorava negli ultimi anni di sua vita per avere più dappresso la sua Lucrezia d'Alagno, e porta la data de' 20 ottobre dell'anno 1451. Altri editti, privilegi e diplomi d'Alfonso si veggono ne' suoi registri nel Gran Archivio, de' quali alcuni, secondo il soggetto, che aveano per le mani, furono impressi nelle loro opere da diversi Autori: molti ne fece imprimere Toppi nei suoi tomi dell'Origine de' Tribunali: alcuni altri, gli Reggenti Moles, Tappia, Galeota ed altri moltissimi: ma i riferiti, come posti nel corpo delle prammatiche hanno fra noi forza e vigor di legge: degli altri può aversene buon uso, per quanto conduce all'istoria dei tempi, all'istituzione de' Tribunali, alle riforme dei medesimi e per illustrazione dell'altre sue leggi ed editti.

FINE DEL VOLUME SESTO.

[ TAVOLA DE' CAPITOLI] CONTENUTI
NEL TOMO SESTO

[LIBRO VENTESIMOSECONDO] pag. 5
[Cap. I.] L'Imperador Errico VII collegato col Re di Sicilia muove guerra al Re Roberto, e facendo risorgere l'antiche ragioni dell'Imperio, con sua sentenza lo priva del Regno; ma tosto lui morto, svanisce ogni impresa; e si rinova la guerra in Sicilia 12
[Cap. II.] L'Imperador Lodovico Bavaro cala in Roma; e muove guerra al Re Roberto. Il Duca di Calabria si muore, onde s'affrettano le nozze di Giovanna sua figliuola con Andrea secondogenito del Re d'Ungheria 19
[Cap. III.] Si rinova la guerra in Sicilia; ma s'interrompe per la morte del Re Roberto 25
[Cap. IV.] De Conservatorj Regj 30
[Cap. V.] Delle quattro lettere Arbitrarie 42
[Cap. VI.] De' Riti della Regia Camera 52
[Cap. VII.] Degli uomini illustri per lettere, che fiorirono sotto Roberto, e sotto la Regina Giovanna sua nipote 64
[Cap. VIII.] Politia Ecclesiastica del XIV secolo per quel tempo, che i Papi tennero la loro sede in Avignone, insino allo scisma de' Papi di Roma e d'Avignone 89
[§. I.] Traslazione della Sede Appostolica in Avignone 95
[§. II.] De' Nunzj, ovvero Collettori Appostolici residenti in Napoli 106
[§. III.] Delle Compilazioni delle Clementine, e delle Estravaganti 110
[LIBRO VENTESIMOTERZO] 113
[Cap. I.] Seconde nozze della Regina Giovanna con Luigi di Taranto. Il Re d'Ungheria invade il Regno, e costringe la Regina a fuggirsene, ed a ricovrarsi in Avignone: vi ritorna da poi, e coll'aiuto e mediazione del Papa ottiene dall'Ungaro la pace 121
[Cap. II.] Spedizione del Re Luigi di Taranto in Sicilia: pace indi seguita, e sua morte 131
[Cap. III.] Altre nozze della Regina Giovanna, e ribellione del Duca d'Andria 143
[Cap. IV.] Dello Scisma de' Papi di Roma, e quelli d'Avignone 150
[Cap. V.] Carlo Di Durazzo è coronato Re da Papa Urbano, che depose la Regina Giovanna, la quale adottossi per figliuolo Luigi d'Angiò, fratello di Carlo V Re di Francia. Invade Carlo il Regno, vince Ottone, e fa prigioniera la Regina, fatta poi da lui morire 163
[LIBRO VENTESIMOQUARTO] 183
[Cap. I.] Origine della discordia tra Papa Urbano e Re Carlo. Entrata nel Regno di Luigi I d'Angiò, e sua morte. Carlo assedia in Nocera Urbano, il quale coll'aiuto de' Genovesi e di Ramondello Orsino e di Tommaso Sanseverino, scampa, e fugge a Roma ivi
[Cap. II.] Re Carlo è invitato al trono d'Ungheria. Sua elezione ed incoronazione a quel Regno, e sua morte 197
[Cap. III.] Di Re Ladislao, e sua acclamazione. Nuovo Magistrato istituito in Napoli. Guerre sostenute col Re Luigi II d'Angiò competitore di Ladislao 209
[Cap. IV.] Nozze tra il Re Ladislao e la figliuola di Manfredi di Chiaramonte. Morte d'Urbano, elezione in suo luogo di Bonifacio IX e venuta del Re Luigi II in Napoli 220
[Cap. V.] Divorzio del Re Ladislao colla Regina Costanza, e suoi progressi nell'impresa del Regno, che finalmente ritorna sotto il suo dominio 230
[Cap. VI.] Nozze di Ladislao, prima con Maria sorella del Re di Cipro, e poi con la Principessa di Taranto: sua spedizione nel Regno d'Ungheria, ch'ebbe infelice successo 240
[§. I.] Spedizione del Re Ladislao sopra Roma 244
[§. II.] Concilio convocato a Pisa per torre lo Scisma, ch'ebbe infelice successo 248
[Cap. VII.] Ritorno del Re Luigi II nel Regno per gl'inviti di Papa Alessandro, il quale scomunicò e depose Ladislao, dandone nuova investitura a Luigi 253
[Cap. VIII.] Re Ladislao tenta nuove imprese in Italia: sua morte, sue virtù e suoi vizj; ed in che stato lasciasse il Regno alla Regina Giovanna II sua sorella ed erede 258
[LIBRO VENTESIMOQUINTO] 269
[Cap. I.] Nozze della Regina Giovanna II col Conte Giacomo della Marcia de' Reali di Francia 272
[Cap. II.] Prigionia del Re Giacomo; sua liberazione per la mediazione di Martino V eletto Papa dal Concilio di Costanza; sua fuga e ritirata in Francia, dove si fece Monaco, ed incoronazione della Regina Giovanna 282
[Cap. III.] Spedizione di Luigi III d'Angiò sopra il Regno per gl'inviti fattigli da Sforza. Ricorso della Regina Giovanna ad Alfonso V Re d'Aragona, e sua adozione; e guerra indi seguìta tra Luigi ed Alfonso 294
[Cap. IV.] Discordie tra Alfonso e la Regina Giovanna, la quale rivoca l'adozione fattagli, e adotta Luigi per suo figliuolo 305
[Cap. V.] Alfonso parte da Napoli, e va in Ispagna; e Napoli si rende alla Regina Giovanna. Insolenze del G. Siniscalco, sua ambizione, ed infelice morte 313
[Cap. VI.] Re Alfonso tenta rientrare nella grazia della Regina, ma invano. Nozze di Re Luigi con Margarita figliuola del Duca di Savoja; sua morte, seguita poco da poi da quella della Regina Giovanna 324
[Cap. VII.] Politia del Regno sotto i governadori deputati da Giovanna. Governo che da poi vi tenne la Regina Isabella moglie e Vicaria di Renato d'Angiò. Guerre sostenute da costui col Re Alfonso; da cui in fine fu costretto ad uscirne ed abbandonare il Regno 328
[Cap. VIII.] De' Riti della Gran Corte della Vicaria; e de' Giureconsulti, che fiorirono nel Regno di Giovanna II e di Renato; e da' quali fosse compilata la famosa Prammatica nominata la Filingiera 340
[§. I.] De' Giureconsulti di questi tempi, e dai quali fu compilata la Prammatica detta la Filingiera 348
[Cap. IX.] Istituzione del Collegio de' Dottori in Napoli 351
[Cap. X.] Politia delle nostre Chiese durante il tempo dello Scisma, insino al Regno degli Aragonesi 357
[§. I.] Monaci e beni temporali 367
[LIBRO VENTESIMOSESTO] 372
[Cap. I.] De' Capitoli e Privilegj della Città e Regno di Napoli e suoi Baroni 375
[Cap. II.] Successione del Regno dichiarata per la persona di Ferdinando d'Aragona figliuolo d'Alfonso. Pace conchiusa col Pontefice Eugenio IV, da cui vengono investiti del Regno 378
[Cap. III.] Nozze tra Ferdinando Duca di Calabria con Isabella di Chiaramonte nipote del Principe di Taranto. Morte del Papa Eugenio, ed elezione in suo luogo del Cardinal di Bologna chiamato Niccolò V, che conferma ad Alfonso quanto gli avea conceduto il suo predecessore Eugenio 390
[Cap. IV.] Origine, ed istituzione del Tribunale del S. C. di S. Chiara, ora detto di Capuana 395
[§. I.] Del luogo ove fu questo Tribunale eretto: della dignità e condizione delle persone, che lo componevano e del lor numero; e come fosse cresciuto tanto, che in conseguenza portò la moltiplicazion delle quattro Ruote, delle quali oggi è composto 403
[Cap. V.] Alfonso riordina il Tribunal della Regia Camera, e come si fosse riunito col Tribunale della Regia Zecca retto da M. Razionali 421
[Cap. VI.] Disposizione e numero delle province del Regno sotto Alfonso, ed in che modo si fossero dalla Regia Camera amministrate; e come fossero numerati i fuochi di ciascuna Città e Terra, che le compongono 431
[Cap. VII.] Alfonso accrebbe il numero de' Titoli e de' Baroni, a' quali diede la giurisdizion criminale. Sua morte e leggi che ci lasciò 451

FINE DELL'INDICE.

NOTE:

[1]. Tiraq. qu. 40 n. 167 tract. de primogen.

[2]. Affl. in tit. de Success. Feud. et decis. 119 n. 3.

[3]. Hist. de Samnio. lib. 4 cap. 23.