Lui. Per avere assistito una sua amica. Le fece otto o nove nottate di seguito. Vecchia com'è, si strapazzò troppo e toccò anche a lei a patire.
Sof. E quell'amica era guarita quando s'ammalò la Milla, ed allora assisteva lei.
Mar. Che buone vecchine! parevano due sorelle.
Sof. Sta'? Mi par di sentire la voce d'Eugenio a piè di scala. È andato insieme con Tito a pigliarla.
Ter. Dicerto son essi. E la Milla è con loro; perchè se fossero soli, a quest'ora avrebbero salito la scala.
Lui. Sicuro; le daranno di braccio.
Ter. Oh, bene bene! è tanto che non l'ho vista! Andiamo a incontrarla, bambine (le bambine corrono all'uscio).
Sof. Mi viene un pensiero. Tiriamo la poltrona sull'uscio; così, appena salite le scale, la Milla si potrà riposare con tutto il suo comodo (una bambina l'aiuta a tirar la poltrona).
Eug. Signorine, correte, ecco una visita per voi (dice di dentro).
Mil. (accompagnata da Tito e da Eugenio) Oh! Dio vi benedica bambine.