[133]. Senza altra determinazione nè difesa antecedente, comandò che un suo famigliare partisse per espresso colle sue lettere, dirette al podestà di Bergamo, affinchè egli, quelle vedendo, facesse impiccare per la gola il detto Antoniolo, sotto pena di essere impiccato il podestà medesimo. Il quale podestà, sebbene di malavoglia, fece impiccare il detto Antoniolo nel palazzo di Bergamo, senza frapporre alcuna dilazione, se non finchè confessato si fosse al sacerdote.

[134]. Azario, pag. 275.

[135]. Annales Mediol., ad ann. 1366.

[136]. Idem, ad ann. 1370.

[137]. Ibidem, ad ann. 1381.

[138]. Tom. XI, pag. 360 e 376. — Anche Matteo Villani nelle istorie R. I., tom. XIV, pag. 370, scrisse Come i Visconti fecione contro i prelati de Santa Chiesa. Avvenne in questi dì (cioè verso il maggio del 1357) che il papa mandò un valente prete in Lombardia a predicare la croce, guardandosi i maggiori prelati di non volere la grazia di quell'uffizio, e la croce si bandiva e si predicava, come è detto, contro al capitano di Forlì e al signore di Faenza; il valente sacerdote se ne andò a Milano, e, ivi favoreggiato dal vescovo di Parma, cominciò sollecitamente a fare l'ufficio che commesso gli era dalla Santa Chiesa. Come metter Barnabò ebbe notizia di questo servigio, senza vietarglielo o ammonirlo che questo fosse contro alla sua volontà, il fece pigliare, e ordinata per lui una graticola di ferro, tonda, a modo di una botte, con manichi da voltarla, dentro vi fece mettere il sacerdote, e accesovi sotto il fuoco, come si fa a un arrosto, e facendolo volgere, crudelmente il fece morire.

[139]. L'Azario, pag. 310. — Annal. Mediol. R. I., tom. XVI, col. 740. — Chron. Placent., R. I., tom. eod., col. 510, E. — Veggasi anche la Cronaca di Bologna.

[140]. Tom. IV, pag. 100.

[141]. L'intenzione del signore è che dei capi traditori si incominci il castigo a poco a poco. Il primo dì, cinque tratti di curlo (probabilmente di corda); il secondo si riposi; il terzo dì, similmente cinque colpi di curlo; il quarto si riposi; il quinto giorno, similmente cinque colpi di curlo; il sesto si riposi; il settimo, similmente cinque colpi di curlo; l'ottavo si riposi; il nono si dia loro a bere acqua, aceto e calcina; il decimo si riposi; l'undecimo dì, similmente acqua, aceto e calcina; il duodecimo si riposi; il decimoterzo giorno si taglino due correggie di pelle sulle spalle, e si lasci sgocciolare sopra (forse acqua od olio bollente); il decimoquarto si riposi; il decimoquinto giorno si levi loro la pelle della pianta di ciascun piede, poi si facciano camminare sopra i ceci; il decimosesto si riposi; il decimosettimo camminino sopra i ceci; il decimottavo si riposi; il decimonono si pongano sopra il cavalletto; il vigesimo si riposi; il vigesimoprimo si pongano sul cavalletto; il vigesimosecondo si riposi; il vigesimoterzo giorno si tragga loro un occhio dal capo; il vigesimoquarto si riposi; il vigesimoquinto si tronchi loro il naso; il giorno vigesimosesto si riposi; il vigesimosettimo si recida loro una mano; il ventesimottavo si riposi; il ventesimonono si tagli loro l'altra mano; il trentesimo giorno si riposi; il trentesimoprimo si tagli loro un piede; il trentesimosecondo si riposi; il trentesimoterzo si tagli loro l'altro piede; il trentesimoquarto si riposi; il trentesimoquinto si recida loro un testicolo; il trentesimosesto giorno si riposi; il trentesimosettimo si recida loro l'altro testicolo; il trentottesimo si riposi; il dì trentesimonono si tagli loro il membro virile; il quarantesimo si riposi; il quarantesimoprimo siano attanagliati su di un carro, e poscia si pongano sulla ruota.

[142]. L'esecuzione di quelle pene fu compiuta riguardo a molte persone negli anni 1372 e 1373.