[252]. In quei contorni trovasi una via che oggidì pure conserva il nome de' Piatti.
[253]. I due soli però imminenti alla città furono perfezionati.
[254]. Histoire de François I, roi de France, dit le grand roi et le père des lettres. Par M. Galliard de l'Accadémie des Inscriptions et Belles lettres. — A Paris, chez Saillant et Nyon, tome I, page 105.
[255]. Alloggiarono nel palano altre volte del conte Carmagnola, ora detto il Broletto, in cui si radunano i corpi municipali.
[256]. Rivolto essendosi quindi all'ornato pubblico della città, e con arena e mattoni riparate avendo le strade, volle con somma magnificenza che dai fondamenti si erigesse il castello della porta di Giove, atterrato da prima per popolare tumulto. La corte altresì dei primi duchi, già cadente per vecchiezza, non solo ristabilì, ampliò ed arricchì di ornamenti. Comandò ancora che, scavandosi il terreno, dall'Adda si derivasse per venti miglia un acquedotto, per mezzo del quale i campi vicini fossero irrigati, e al popolo non mancassero le derrate necessarie.
[257]. Decembrius, Vita Franc. Sfortiae, cap. XL; Rer. Ital., tom. XX, colonn. 1046.
[258]. Dalla provincia della Martesana, per cui passa, detta forse anco dal dio Marte.
[259]. Veggasi il Benaglio, Relazione istorica del magistrato, che riferisce il decreto del duca Francesco, che è il seguente: — [260]Franciscus Sfortia Vicecomes, dux Mediolani etc. Papiae Angleriaeque comes ac Cremonae dominus. Cum pro beneplacitis nostris et subditorum nostrorum comoditate fieri debere ordinaverimus Navigium discensarum ex Abdua ad anc inclitam Civitatem nostram Mediolani, deputaverimusque nobilem virum Ruffinum de Prioris, aulicum nostrum praeclarissimum Commissarium, qui cum avisamentis ac partecipatione Bertolae de Novate, dilecti Civis nostri Mediolani, habeat omnia expedire et expediri facere quod ad dicti Navigii perfectionem attineat, eligendum duximus. Indi destina un tesoriere separato per quest'opera, a cui dalla ducal Camera debbasi sforzare illimitatamente qualunque somma. Dat. Mediolani, die primo julii 1457. (Date in Milano, il dì primo di luglio 1457.) Veggasi pure il Settala, Relazione sul navilio della Martesana, ediz. del 1603, pag. 59.
[260]. Francesco Sforza Visconti, duca di Milano, ec., conte di Pavia e di Angera, e signore di Cremona. Siccome per il nostro buon piacere e per il comodo dei nostri sudditi avevamo ordinato che si dovesse fare un naviglio che discendesse dall'Adda fino a quest'inclita città nostra di Milano, ed avevamo deputato il nobile Ruffino dei Priori, nostro illustrissimo commissario di corte, che col consiglio e colla partecipazione di Bertola di Novate, diletto nostro cittadino milanese, debba spedire e fare tutto quello che appartiene alla perfezione del detto naviglio, abbiamo giudicato di dover eleggere, ec.
[261]. Così Paolo Frisi, nel secondo tomo delle sue opere stampato in Milano dal Galeazzi 1783, pag. 465. L'immatura perdita che abbiamo fatto di qust'illustre nostro concittadino, mentre era nel pieno vigore della sua mente, ha privato noi e i posteri di maggiori ammaestramenti ch'egli ci avrebbe lasciati. Cessò di vivere il giorno 22 novembre 1784 per una cancrena procuratagli da un taglio, al quale sconsigliatamente venne sottoposto. Morì colla tranquillità d'un'anima virtuosa, e presentò all'avversa fortuna, come in vita così in morte, una virile costanza. L'uomo e l'autore in lui furono allo stesso livello. Il chiarissimo autore fece erigere a sue spese all'illustre matematico e filosofo Frisi, suo amico, un elegante monumento in marmo carrarese con iscrizione latina, nella chiesa di Sant'Alessandro de' cherici Reg. di San Paolo di questa città; valendosi a questo effetto dell'opera del celebre scultore Franchi. (Nota del Continuatore).