[365]. Guicciard., lib. XII.

[366]. Lib. XII.

[367]. Veggasi Gaillard, tom. I, alle pag. 270, 274.

[368]. Lib. I, f. 6. L'ingenuità di questa Cronaca appare dalla semplicità e barbarie medesima colla quale è scritta. L'autore era un merciaio, che, avendo bottega in Milano, si compiaceva di registrare gli avvenimenti del suo tempo. Corre manoscritta questa Cronaca di Gian Marco Burigozzo, e comprende gli avvenimenti nel 1500 al 1544. E curiosa la maniera colla quale termina: come vedrete nella Cronica de mio filiolo, imperciocchè per la morte che mi è sopragiunta non posso più scrivere. Queste parole verosimilmente vennero aggiunte dal figlio, il quale o non compose poscia la continuazione della Cronaca, ovvero se la compose ella non è giunta a mia notizia; di questa Cronaca mi accadrà più volle in séguito di servirmene.

[369]. Hyeronimo Morono dette zanze al gallico re d'andar in la citate de Brixio senatore, secondo la mente dil re, et stato alquanti giorni in la città Mediolanense, fa significato ad esso Morono dovesse pigliar il cammino de la Gallia transalpina ed andar al suo offitio, dove esso Morono, charichato sei cariaggi de le sue tutte bone robe, pigliò il cammino di lo Apenino. Gionto appresso allo Apenino pigliò il cammino de le montagne de Genovese et poi di Modena, et in quella fece dimora per alquanti anni, et il gallico re fu piantato dal Morono. Cronaca di Antonio Crumello, pavese. MS. Belgioioso, fogl. 83, tergo.

[370]. Veggasi Giovio, lib. VI, Storia. — Gaillard, Storia di Francesco I re di Francia, tom. I, cap. III. — Veggasi Prato.

[371]. Il re cristianissimo, volgendo nell'animo la fedeltà e la integrità che i cittadini milanesi mostrarono verso sua maestà, e i danni intollerabili che essi sopportarono, liberamente dona e concede alla predetta città la somma di diecimila ducati di rendita annua e perpetua, esigibili per mano del ricevitore della città dai gabellieri delle mercatanzie, la quale somma sia convertita soltanto ad utilità della città predetta, e non altrimenti.

[372]. Così nel libro di Carlo Pagano, stampato in Milano da Agostino Vimercato l'anno 1520, pag. 6.

[373]. Vedi Pagano suddetto.

[374]. Osservando e non osservando il diritto comune.