Barbaro Ermolao, ambasciatore, suoi versi latini in lode di Lodovico Sforza, II, 19.

Barbato Andrea, agostiniano, detto Andrea da Ferrara, predicatore eloquente, eccita i Milanesi contra i Francesi, III, 23.

Barbiano (di) Alberico, conte di Cunio, II, 15; — diede il soprannome di Sforza al padre del conte Francesco, che militava sotto il di lui comando, III, 16.

Barbieri, legge che proibisce ad essi il radere la barba nei giorni festivi, III, 16, nota 1 alla pag. 181.

Barnabò Visconti, sospetto di congiura contra lo zio, viene esiliato e perseguitato; richiamato in patria, conduce a sposa Regina della Scala, ed è scomunicato da Clemente sesto, II, 12; — divide il principato co' fratelli; riceve in Milano l'imperatore Carlo quarto; gli Imperiali sono battuti da lui a Casorate; suoi tentativi per recuperare Bologna; sue discordie col fratello; è due volte scomunicato; delitti a lui imputati; crociata contra di esso pubblicata; si rappacifica col pontefice; lega dei principi italiani contra di lui; nuova scomunica; è spogliato dall'imperatore di ogni titolo; atroce sua condotta, e suo tirannico governo; confronto fra esso ed il fratello; fabbrica il castello di Trezzo; altri fatti, III, 13; — fatto prigione dal conte di Virtù, viene tradotto nel castello di Trezzo, ove perisce; suoi palazzi, saccheggiati dal popolo, II, 14.

Bassi Martino, famoso architetto, III, 29.

Bayard, cavaliere, ferito alla battaglia di Marignano, II, 22.

Bazan Alvaro, marchese di Santa Croce, governatore di Milano, III, 30.

Beccaria, famiglia potente in Pavia, I, 10; — suo splendore in essa città nel decimoquarto secolo, e sue persecuzioni: esiliata dal marchese di Monferrato, II, 13.

Beccaria marchese don Cesare, lodato, II, 13; III, 33.