[18.] Era probabilmente una ricognizione capitanata dal principe Lancellotti, zelante crociato di quei giorni.

[19.] Stavo correggendo queste bozze quando dai giornali appresi che Monsignor Stonor, canonico lateranense e arcivescovo di Cesarea, ebbe dalla Regina d'Inghilterra una speciale attestazione di stima accompagnata da lettera autografa di Sua Maestà, per le grandi sue benemerenze verso la popolazione cattolica inglese residente o di passaggio in Roma.

[20.] Nella chiusa mi dava la notizia del fidanzamento d'una nostra parente e poichè, giovine ancora, io avevo già avuto la malinconia di stampare dei versi, concludeva incoraggiandomi: «Addormentati prigioniero, risvegliati poeta!»

[21.] Dell'autenticità di questo episodio posso farmi garante, essendomi stato narrato, oltrechè da parenti strettissimi del Biffani (credo tuttora viventi), anche da persone certamente non sospette di partigianeria liberale.

[22.] Il Cairoli ha cancellato le seguenti parole: Fui incaricato di dirigere l'imbarco.

[23.] Qui il «Giornaletto» si interrompe e dopo una pagina bianca ricomincia nella pagina seguente che è la 16ª.

[24.] Segue a questo punto una pagina tutta cancellata, nella quale sono scritte con poche varianti alcune righe che già si leggono nella pag. 194: probabilmente il Cairoli, avendole scritte per errore qui, le ha poi cancellate e poste al loro luogo. Si riprende quindi il racconto con la pagina seguente, che è la 74ª.

[25.] Qui finisce il «Giornaletto di Campo» di Giovanni Cairoli: consta di 82 pagine e due righe ed è scritto tutto a lapis.

[26.] Qui, a metà della pag. 10 del «Libretto-Giornale» scritto nelle Carceri Nuove, si interrompe la visione: il Cairoli lasciate in bianco alcune pagine, certo con l'intenzione di condurre a termine più tardi il suo sogno politico, va alla pagina 21 e riprende la continuazione del suo diario.

[27.] Qui, colla pagina 32, finisce il «Libretto-Giornale» scritto dal Giovanni Cairoli nelle Carceri Nuove. Arrivato a casa, pareva che le ferite dessero speranza di guarigione; invece formatosi un ascesso per le ferite di baionetta ricevute a Villa Glori dopo che già era caduto, morì l'11 settembre 1869. Un anno dopo, nel medesimo mese di settembre, Roma era ricongiunta all'Italia ed il voto, per cui egli ed il fratello avevano fatto sacrificio della vita, era compiuto!