Ettore Socci.


I.
Partenza.

Una sera del settembre 1867 mi trovavo al Casino o Circolo sociale di Udine e si chiacchierava secondo il solito, di politica, trinciando il mondo a diritto ed a rovescio con la giovialità e la spensieratezza dei vent'anni.

La compagnia s'accresceva ad ogni istante di qualche amico: finalmente ad un dato punto tutti si levarono come a segnale convenuto e passarono nella sala attigua.

Volli seguirli, ma mi fu impedito: ciò che mi parve molto strano.

— O che, ci avete dei segreti? chiesi ad un amico.

— Abbiamo un affare nostro da sbrigare.

— Ed io non posso intervenire?