Rosa Michele, id., id., [163].
Roscio (il), sopranome di Vincenzo [Francia] (vedi).
Rossi Agostino, di Forlí, precettato, [163]; — Casimiro, segretario del Nunzio a Parigi, [223]; — Ferdinando, patriota, ucciso in Forlí, [35], [200]; — Francesco, di Forlí, precettato, [161]; — Giacomo, id., id., [163]; — Giuseppe, id., id., [163]; — Lorenzo, id., fuoruscito, ricordato nella sentenza Rivarola, [159]; — Pellegrino, sue illusioni e suo assassinio, [83], [203]; — Santo, scrittore politico, cit., [199]; — Stefano, presidente della Sacra Consulta, [245]; — Vincenzo, di Forlí, capo della turba in Forlí, sospetto di complicità in omicidi, condannato alla galera perpetua, [152].
Rosso della Topa (il), sopranome di Giuseppe [Toschi] (vedi).
Rota Girolamo, fa parte del governo nel '31, [36]; — Luigi, di Forlí, quartiermastro dei carabinieri, precettato, [163], destituito, [164].
Royer vedova Berger, di Dijon, madre della fidanzata dell'A., [224], [229].
Roverella Giovanni, di Cesena, precettato, [164].
Ruffini Giovanni, giudice nella Commissione Invernizzi, [173]; sostituito da F. F. Carli, [192].
Rusconi Antonio, card. legato in Ravenna, [10], [138]; va al Conclave, [11]; sue notizie, [139]; — Giovanni, ministro dei lavori pubblici, [242]; — Giuseppe, di Faenza, ascritto alla Carboneria, complice degli assassini Bertazzoli e Montevecchi, [154].
Ruspoli, colonnello pontificio, cede Ancona ai Francesi, [58].