Ma Jim si rifiutò d’uscire di casa.
«Ma perché, Jim?» domandò la giornalista pazientemente. Ellery era presente e così pure Lola Wright; una Lola molto più silenziosa, in quei giorni.
«Lasciatemi in pace.» Jim non si era raso ed era grigiastro in viso. Era chiaro che aveva bevuto moltissimo.
«Ma non può stare qui come un cane rognoso e permettere che la gente le sputi addosso. Vada a trovare Nora, Jim. In lei troverà la forza e inoltre… come fa a non aver voglia di vederla?»
Jim voltò verso il muro il viso contratto.
«Nora è in buone mani. La sua famiglia si prende cura di lei. Io le ho già fatto abbastanza male. Lasciatemi in pace!»
«Ma Nora crede in lei!»
«Non voglio vedere Nora fino a che tutto questo sarà finito» borbottò il giovane. «Non la vedrò fin tanto che non sarò di nuovo Jim Haight e non più una bestia pericolosa.»
Con un gesto incerto, il giovane afferrò un bicchiere e bevve il liquore d’un fiato. Poi cadde all’indietro intontito e tutti gli sforzi di Roberta non riuscirono a farlo tornare in sé.
Quando la giornalista se ne fu andata, Ellery domandò a Lola Wright: