«Chissà.» Si strinse nelle spalle. «Be’, andiamo da Nora.»
Nora era seduta sul letto e leggeva un giornale di Wrightsville. Era diventata più magra ed aveva un’aria malata. Ellery rimase impressionato dal pallore trasparente delle sue mani.
«Ho sempre sostenuto» sogghignò il signor Queen «che per mettere alla prova la bellezza di una donna bisogna vederla un mattino d’inverno.»
«Ebbene, ho passato l’esame?» domandò la giovane sposa con un sorriso.
« Summa cum laude » rispose Ellery sedendosi accanto a lei.
«Gran parte del merito va al rossetto e alla cipria. Lei è un simpatico bugiardo! Patty, cara, siediti qui.»
«Veramente dovrei andarmene, Nora. Voi due potete parlare…»
«Ma Pat, vorrei che tu sentissi quel che ho da dire.»
Pat lanciò un’occhiata ad Ellery che ammiccò, poi si sedette piuttosto nervosa su una poltrona coperta di cinz, al fianco del letto. Ellery osservava attentamente Nora mentre parlava.
«Prima di tutto» disse l’ammalata «devo scusarmi con lei.»