«Stava per domandare se è possibile che ci fosse una prima lettera? Una lettera che noi non abbiamo trovato perché era già stata spedita? E questo è quel che rimane della risposta della sorella.»
«Sì.» Ellery infilò il pezzetto di carta nel portafogli. «Ma, ripensandoci bene, non ne sono tanto sicuro. Perché la risposta della sorella dovrebbe preoccuparlo tanto, se le cose stessero così? No, Pat: dev’esserci qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo.»
«Ma che cosa?»
«È appunto questo che dobbiamo scoprire» affermò il signor Queen. Si guardò intorno e prese la ragazza per un braccio. «Andiamocene di qui.»
Quella sera tutti erano seduti sotto il portico di casa Wright, osservando il vento che giocava con le foglie morte sul prato. John e suo genero discutevano con ardore la campagna elettorale per la presidenza.
«John, sai bene che non mi piacciono le discussioni politiche!» si lagnò Hermy. «Mamma mia, voi uomini vi scaldate tanto…»
Jim sogghignò.
«Benissimo, mammina; basta, non parliamone più.» Fece una breve pausa, poi soggiunse con aria noncurante: «Oh, a proposito, Nora: ho ricevuto una lettera da mia sorella Rosemary stamattina.»
«Davvero?» Nora era allegrissima. «Ma che bellezza. Che cosa dice, caro?»
Pat si accostò ad Ellery, al buio, e si sedette ai suoi piedi. Il giovane le appoggiò una mano sul collo: era umido di sudore.