Arsa dalla sete agendo più per istinto che per forza di volontà afferrò la coppa che stavale davanti e sentendosi ristorare dalla frescura dell'acqua la trangugiò d'un fiato, indi girando smarrita lo sguardo intorno a sè.

—Oh, dove mai sono, proruppe con accento lamentevole, dove m'hanno condotta i crudeli persecutori della mia pace! Santo Iddio, qual colpa ho commessa mai per meritarmi sì crudeli angoscie, per aggravarmi sì pesante la tua mano sul capo! Non viveva rassegnata la vita del povero col vecchio padre mio! Non gli guadagnavo forse co' miei sudori un'onesta esistenza! Perchè adunque strapparmi dal suo fianco, per ucciderlo colla mia vergogna? Dio, tu non sei giusto, tu non sei quaggiù la guida della debole innocenza, tu non sei il consolatore degli afflitti, tu… Oh no, perdono… io bestemmio…………… ………………………………………………………….

«Ma la mia mente si smarrisce, una folta nebbia mi avvolge lo spirito, non posso più pensare, la ragione mi si offusca, le forze mi abbandonano… ma che è mai questo? Quale strano spossamento invade il mio corpo? le gambe rifiutano di sorreggermi, le braccia mi si fanno di ferro, le pupille pesanti, io non posso più camminare, non ci vedo più… tradimento… tradimento!»

E facendosi barcollante verso il letto vi si abbandonava inerte.

—È un sonno terribile che investe tutti i miei sensi, che mi uccide la volontà e mi annienta le forze; ma non mi lascierò vincere, no non voglio dormire, mi sarebbe un sonno troppo funesto, me lo predice il cuore… Oh, ma è impossibile, io sono sotto l'incubo d'una mano di piombo, ho il veleno in corpo, quell'acqua, ah! fu quell'acqua… tutto, tutto contro me… oh, è troppo Dio mio…

In questo punto una testa fa capolino dall'uscio; è il conte Alberto
Sampieri.

L'infame per meglio riuscire nel suo tradimento aveva mescolato all'acqua trangugiata dalla biondina dell'oppio e delirante di gioia spiava dalla serratura i repentini ed ineluttabili effetti del narcotico.

Protendendo le mani tremanti muove verso la bella giacente che apre la bocca per gettare un grido, ma la voce le si spegne nella gola.

CAPITOLO V.

Ai deboli io soccorro, è la mia destra
Schermo dei fiacchi.
OSSIAN.