Il polacco colmò la tazza e la trangugiò d'un fiato.

—Ma si conosce almeno l'autore d'un sì vile rapimento? chiese il tedesco.

—È un cotal conte Alberto Sampieri, che la fece condurre nel suo castello di Magenta.

—Allora non resta che denunciarlo all'autorità: ella farà il suo dovere.

—Denunziarlo? proruppe il polacco sdegnosamente; e che, siamo noi soldati o poliziotti?

—Non esageriamo, amico; è dovere d'ogni cittadino domandare l'intervento della legge laddove si scorgono tradimenti e delitti…. Havvi una giustizia le cui orecchie sono aperte per tutti; ella non aspetta che una parola per compiere inesorabilmente il suo dovere…. Pronunciamola codesta parola, e non vadi impunita un'azione infame… Che la giustizia sia per il conte la vendetta di Dio; la tua non arriverebbe infino a lui, o vi giungerebbe inefficace….

Queste parole venivano pronunciate a stento dal tedesco; il vino le aveva ingrossato la lingua, l'ubbriachezza stendeva su di lui il suo manto di piombo e vano riuscivagli ogni sforzo contro la potenza invincibile del generoso liquore.

Arso dalla sete dell'ebbro egli portò con mano tremante il fiasco alle labbra.

Fu il suo colpo di grazia; gli occhi gli si fecero di vetro, il volto di fuoco.

—Terremoto! gridò il francese alla sua volta mezzo brillo, che bell'idea! Oh, la mirabile fecondità della mia immaginazione! Sentite, noi siamo qui tre cavalieri, tre soldati d'onore e come tali pronti sempre a porgere ii nostro soccorso, la nostra vita, all'innocente perseguitato, al debole oppresso. Possiamo adunque sentire indifferenti il racconto d'una giovinetta rapita senza mandare al conte rapitore un cartello di sfida ed armati di scudo e lancia invitarlo a provarci in giostra s'egli è altrettanto fiero nel vincere uomini? Sarò io il primo a misurarmi con lui, voglio aver io l'onore di liberare la fanciulla dai capelli d'oro e dagli occhi azzurri. Corpo di mille terremoti, scommetto di mandar quel furfante in pochi colpi a mordere la polvere. Orsù compagni, in pellegrinaggio fino a Magenta, che ci preceda un araldo apportatore dell'ostile cartello e domani la bella rapita sarà ricoverata ancora sotto il tetto paterno. Beviamo adunque all'esito felice dell'impresa!