Tutta l'Europa monarchica si leva in armi e nella Vandea scoppia la guerra civile.

Si ordina la leva in massa ed un prestito forzato di un miliardo sui ricchi.

Contro i pericoli interni si pubblica la legge dei sospetti; Maria Antonietta d'Austria, vedova di Luigi XIV, Filippo Egalité duca d'Orleans cugino del re e molti altri insigni personaggi sono mandati alla ghigliottina, indi si muove risoluti contro i nemici.

La patria mercè una memorabile eroica difesa è salva dall'invasione straniera.

Si pone l'assedio a Tolone che si è ribellata ed è appunto in questo assedio che si distingue un giovine corso, ufficiale d'artiglieria.

Egli è Napoleone Bonaparte, quell'uomo fatale che alla testa d'un invincibile armata doveva correre vittorioso il mondo intiero.

Pacificata la Vandea e riordinata la Repubblica questa volendo vendicare l'invasione tentata, nominò Napoleone comandante supremo d'un esercito e lo mandò alla conquista d'Italia.

Napoleone rompe gli Austriaci e i Piemontesi collegati, a Montenotte, a Dego, a Millesino e conchiuse con Vittorio Amedeo III un armistizio che a Parigi fu tramutato in pace; indi prosegue la gloriosa campagna.

Si getta sugli austriaci, sforza il passo dell'Adda a Lodi ed il 14
Maggio 1796 in mezzo ad una folla plaudente entrava in Milano.

Napoleone si fermò qualche tempo a Milano e si occupò nel dare una forma provvisoria di governo alla Lombardia.