Or avviciniamoci a quelle tre giovinette che strette famigliarmente al braccio passeggiano insieme i viali del giardino.
Hanno circa sedici anni, vale a dire quell'età in cui la donna comincia a sentire il bisogno di nuove aspirazioni, in cui l'affetto dei parenti e delle amiche pare che più non basti alle esigenze del cuore sensitivo, in cui insomma l'amore germogliandole in seno vi suscita molte volle l'ambizione e la civetteria.
Eccone una prova.
—Oh se mi sono divertita in queste vacanze in casa de' miei parenti! diceva una bella brunotta dagli occhi vivi e maliziosetti.
—Già è pur bella la nostra Milano, ci offre pur molti divertimenti! aggiungeva un'altra.
—Gli è per questo che sospiro il momento di lasciare il collegio che mi diventa odioso tutti i giorni; saltava su la terza. Dover vivere qui rinchiusa fra quattro mura, vestire così male, non sortire mai che per andare in chiesa, è una cosa insopportabile.
E la dispettosa batteva i piedi dalla collera.
—Grazie al cielo per me è l'ultimo anno codesto, tornava ancora la brunetta; l'ho pregata tanto la mamma che finalmente ha acconsentito a levarmi di qui. D'altronde voi sapete ch'io sono fidanzata e bisogna bene che abbia un po' di pratica del mondo prima d'entrarvi col bel nome di signora.
—Sei fortunata, tu.
—E chi è il tuo sposo?