Mille vezzosi Cherubi
Con armoniosa cetra
Intorno ad Ella danzano
Di suoni empiendo l'etra,
E lieti in coro alternano
I cantici del Ciel.

Giù per i nitid'omeri
Pel sen le bionde chiome
Le discorrean in morbide
Anella d'oro come
Cirri di vite; vivido
Di luce un nimbo ancor,

Quale corona tremola
Le posa in capo e splende…
Ampia stellata clamide
Dai fianchi le discende…
Splendeva d'ineffabile
Beltade e di virtù.

Era quell'alma vergine
Il bel somiglio d'Eva
Pria che all'empie insidie
Del colubro cedeva,
Era la primigenia
Figliuola del Signor.

La vidi: arcano fremito
Le fibre mi commosse,
Il cor in dolci palpiti
Ignoti ancor si scosse,
Qual chi dubbioso e timido
Vuole ad un tempo e svuol,
La fiso; Ell'era l'anima
De' sogni miei d'amore,
Oh quante volte indomito
La desiava il core
E fra beltadi assiduo
Sempre cercarla invan.

Ma or ti raggiunsi, è l'esule
Che incontra un patrio volto,
La vita è un tristo esiglio
Per me, il gioir m'è tolto,
Tu sola l'aspro, indocile
Destin mi puoi cangiar.

Deh vieni! m'arde indomita
Sete di santo affetto,
Oh, come è dolce il piangere
In un amico petto,
Trovare chi le lagrime
Accolga del doler.

Ma se codesto gaudio
Mi fosse anch'ei conteso
Qual colpa allor se gravido
D'un non portabil peso
Lanciassi al Ciel quell'anima
Ch'esosa mi sorti?

Sotto la croce pallido
Pur Lui il Generoso
Ricadde, allor spontaneo
Un cireneo pietoso
Braccio robusto e valido
Gli stese e l'ajutò.

Deh! sii tu pur del misero
Conforto, speme e vita,
Rispondi con un palpito
A chi ad amar t'invita,
Amor è Dio, oh credilo,
Dio non è che amor.