Quando siamo al fatto, questa Augusta, Divina, quest'anima dell'anima umana, noi la vediamo ancora trascurata per le alcove, per i manicomi, per i postriboli, come se tale fosse un suo destino ineluttabile, e come se la sua tanto decantata libertà non fosse che la fatale selezione del male.
GIUSEPPE MAZZINI
E IL SUO PENSIERO FILOSOFICO
CONFERENZA DI ARTURO LINAKER.
«In noi tutti, figli del secolo XIX, v'ha del Titano e dell'Amleto a un tempo. Cominciamo dal credere esclusivamente in noi stessi e finiamo col non credere più in cosa alcuna; due fasi dell'anima che dipendono dalla mancanza d'una fede santa e comune. La vita, così diseredata, ci sfugge in linea spezzata, a traverso una successione di scosse, ora sfiorando il cielo, ora immergendosi nel fango, invece di spandersi forte e calma nella sventura come nella ventura. Il Titano cade fulminato dalla forza delle cose: Amleto si accascia sotto il peso dell'idea.... Solo il credente rimane in piedi come vecchia querce solcata dalle tempeste.... Triste e silenzioso, egli prosegue senza codardo sconforto il compito della sua giornata. Ei sa che il fiore dell'anima sua, la speranza, non può espandersi se non al di là di quella culla di trasformazione, che quaggiù vien chiamata tomba!»
Questo, con un tratto Michelangiolesco, l'ideale della vita che Mazzini tracciava: non Titano, non Amleto, ma credente in una fede santa e comune!
A lui la madre non sussurrò imprudentemente all'orecchio con un bacio: sii felice! A lui il padre non disse: sii ricco! Ma la madre al primo svegliarsi della sua intelligenza avevagli detto: sii buono e puro! sii forte: impara a soffrire!
E la memoria della madre egli benedisse! Benedisse, in mezzo alle dure prove della vita, l'educazione avuta.
Gli uomini del 21 che, profughi dall'Italia, andavano a combattere e a morire per la libertà della Spagna, avevano lasciato profonda impressione in lui, giovinetto di 16 anni; aveva intraveduto che si doveva e si poteva lottare per una fede santa e comune, la libertà della patria!
L'immagine di que' proscritti gli stava dinanzi; e, in mezzo alla irrequieta, tumultuante vita degli studenti, era cupo, assorto, invecchiato precocemente; vestiva sempre di nero, sembrandogli portare il lutto della patria; ed era talmente fuori di sè per la lettura dell'Ortis, che la buona madre temette del suicidio del figlio!
Sono fasi che la tempestosa anima de' giovani traversa: belle, quando la causa dello sconforto è una grande, una santa idea; tristi, quando è l'egoismo insoddisfatto, una smodata brama di godere non appagata, la stanchezza della vita!