Dei sonetti nei quali il Belli ha dipinto con colori satirici la vita dei chiostri, ne riferirò uno, notevole anche perchè inedito. Ne possiede il manoscritto l'egregio professor Pio Spezi, studioso del nostro poeta e autore di pregevoli scritti sull'opera sua. Eccolo:
Er capitolo. Li frati ereno trenta; e ffra costoro
Venuto er giorno de creà er guardiano,
Prima pranzorno, eppoi, doppo lo spano,
Calorno in fi'a tutt'e ttrenta in coro.
Ellì, a uno a uno, ognun de lóro
(Comincianno, s'intenne, dar più anziano)
Co una cartina siggillata in mano,
Annò a fficcalla in un bussolo d'oro.
Fatto questo se venne a la lettura: