A ppietà! ar meno ce se movi lei:

(Ecco l'umorista che fa capolino).

Me facci prenne un bocconcin de pane.

Signore mio, ma ppropro me la merito,

Sinnò, davero, nu' lo seccherei

Dio lo conzoli e jje ne reuni merito.

Perfino il sentimento della natura, che parrebbe estraneo all'animo di un poeta psicologico e satirico, ispirò al Belli un sonetto, che non morrà:

Er tempo bbono. (II. 415). Una ggiornata come stammatina

Senti, è un gran pezzo che nnun z'è ppiù ddata.

Ah bbene mio! te senti arifiatata;