Perchè ciò che un prete non avea fatto per la causa dei Borboni non si potea ripetere contro di essi? Perchè diffuse le file di una cospirazione non bastavano pochi uomini audaci a rovesciare il trono borbonico?

Le menti degli esuli nelle veglie ardenti quante volte sognarono di seguire il piano di Ruffo per una causa opposta!

Qualche volta come nel 1820 non fu nemmeno necessario uno sbarco; furono pochi ufficiali che tentarono una rivolta e che produssero, sia pure per breve tempo, mutamenti negli ordini costituzionali.

Ma la spedizione di Ruffo rimase la mèta e il sogno. Poterla ripetere per la causa liberale! potere arditamente rifare per la libertà il viaggio trionfale del prelato reazionario!

L'Italia meridionale è stata e sarà sempre la zona più adatta ai rivolgimenti improvvisi. Nel nostro secolo se le guerre con lo straniero sono state combattute nella valle del Po, tutti i tentativi rivoluzionari o quasi tutti sono cominciati nell'Italia meridionale.

Questa terra, che ha più coste litoranee di tutto il resto d'Italia, che misura una lunghezza assai grande e non permette concentramenti facili, rende possibili i colpi di mano improvvisi.

La Calabria lanciata nel mare è traversata in tutta la sua lunghezza da una catena di monti. Abitanti di paesi messi solo a 15 o 20 chilometri di distanza, in versanti opposti, non hanno spesso nessun commercio, non si conoscono nemmeno.

Ora vi sono grandi linee ferroviarie, in senso longitudinale; vi sono strade numerose. Ma quando le comunicazioni eran difficili, come prima del 1860, uno sbarco di pochi audaci in Sicilia o in Calabria, o sulla costa del Cilento potea avere conseguenze grandissime.

Garibaldi fu il trionfo, ma prima di lui quante giovani vite furono recise! quanti prodi morirono vittime del miraggio ingannatore!

Erano eroi veri; poichè si attribuivano un cómpito immenso nella indifferenza di tutti; alcuni fallirono per troppa audacia, altri per inconscienza giovanile, altri perchè non misurarono le loro forze e non conobbero tutte le difficoltà.