E il pian mirando e il torbido

Stuol degli spettri in volta,

Pensa le patrie roveri

E il nordico suo ciel.

E sclama anch'ei: «Di meste

Larve simili è piena

Pur la mia tenda ungarica

O il mio boemo suol,

E a me, che schiavo indocile

Veglio l'altrui catena,