Così con varii modi
Canta chi vinse e giacque,
Ma in un medesmo palpito
Arde il medesmo ver,
Mentre la luna naviga
Sovra il cristal dell'acqua
E giù nel pian si sperdono
Gli spettri dei guerrier....
Quando Giosuè Carducci dettò quelle sue malinconiche e bellissime strofe per l'anniversario dei morti di Mentana, si ricordò egli di questo componimento del Prati. V'ha somiglianza di metro, di rime, e perfino ricorrenza di certe frasi e di certe immagini. Nell'una e nell'altra, i morti parlano pietosamente alla patria; e un senso di paura passa negli avversari. Con una audacia veramente lirica, il Prati affrontò in questo decennio tutti i più scabrosi argomenti che toccavano alla vita italiana. Luigi Napoleone di Presidente della Repubblica si fa a un tratto Imperatore; e Giovanni Prati gli volge un'ode che a quei giorni andò famosa in Italia e oltre l'Italia, in cui apostrofa vivamente, quasi assale di interrogazioni e di problemi imperiosi il nuovo Sire incoronato di Francia.
Hai vinto. Or ben. Qual premio