È tutto un programma di politica in versi piani e sdruccioli; e letto oggi a tanta distanza dagli eventi, l'effetto non è sempre serio; ma anche oggi la lirica del Prati ci commuove quando, verso la fine, parla al Bonaparte d'Italia:

Sol, pei materni visceri,

Ti prego a giunte mani,

Non obliar, nel turbine

Del tuo fatal dimani,

Questa obliata Italia

Dal sorger tuo; quest'Eva,

Che a te le braccia leva

Consunte di dolor.

Mille de' suoi, che dormono