Décem.
55,9
12,0
0,0
70,0
46,0
183,9
Décem.
10,1
2,7
18,8
2,7
95,5
129,8

Totaux
784,1
457,4
842,1
594,8
808,6
3487,0
Totaux
500,3
604,0
276,2
282,2
652,9
2315,6

È veramente notevole la diminuzione di più che un terzo fra l’acqua caduta nel primo quinquennio e quella caduta nel secondo.

Quando si potessero avere per tutta la regione alpina i dati pluviometrici per lunga serie d’anni, allora il problema glaciale entrerebbe nel suo vero campo: nel campo della meteorologia.

Prima di por fine a queste pagine registriamo una parola di encomio per la guida Giuseppe Barmaz di Pré-St-Didier che ci fu compagno per una ventina di giorni nelle nostre peregrinazioni. Quanto egli ci fu guida capace e sicura nei pericoli, altrettanto si addimostrò paziente ed intelligente nell’aiutarci nelle nostre disagevoli ricerche e segnalazioni le quali se pur riuscirono così modeste, lo sarebbero forse state ancor più senza l’opera sua.

Torino, luglio 1896.

F. Porro della Sezione di Cremona. A. Druetti, Relatore.

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NOTE:

[64] Vedi “Riv. Mens. C. A. I.„ vol. XIV (1895) pag. 199.[65] Baretti M.: Studi geologici sul Gruppo del Gran Paradiso, nelle Mem. R. Acc. Lincei, Serie 3ª, vol. Iº, 1877.[66] Notiamo però che la suesposta legge che stabilisce una relazione fra la direzione degli strati e quella dell’asse della valle in essi scavata, ed il pendio dei fianchi di questa, non va intesa in senso assoluto essendochè nelle valli di comba o d’ interstratificazione il pendio dei fianchi dipende essenzialmente dalla inclinazione degli strati. Questa nelle valli di comba influisce altresì grandemente sulla degradazione superficiale, mentre nelle valli di perfetta chiusa tale degradazione dipende essenzialmente dalla natura litologica delle rocce.[67] De Marchi L.: Le cause dell’Êra glaciale. Pavia, Fusi, 1895.[68] Virgilio F.: Di un antico lago glaciale presso Cogne in Valle d’Aosta, negli Atti della R. Acc. Scienze di Torino, 1886.[69] Virgilio F., loc. cit.[70] Baretti M.: Geologia della Provincia di Torino. Torino, F. Casanova, 1893, p. 352-53.[71] Uzielli G. e Druetti A.: La Geologia e le sue relazioni con l’ingegneria italiana. Torino, 1890.[72] Sullo studio del movimento dei ghiacciai: Relazione della Commissione nominata dalla Sede Centrale del C. A. I. nella “Riv. Mens.„ vol. XIV (1895) pag. 199.[73] Santi F.: In Valle di Cogne, ecc., con appunti botanici, nella “Rivista Mensile del C. A. I.„ vol. XV (1896) num. 3.[74] In altra pubblicazione daremo gli schizzi particolareggiati di tutti i segnali eseguiti e visuali adottate, allorquando avremo maggior copia di materiale raccolto.[75] Bobba G.: Attorno al Gran Paradiso, nel "Boll. C. A. I." vol. XXVIII, pag. 218.[76] Bobba G.: Attorno al Gran Paradiso, nel citato “Bollettino„, pag. 227.[77] Porro F.: Sull’opportunità che le variazioni dei ghiacciai italiani siano sistematicamente studiate, e sulle ricerche iniziate a tale scopo. Estr. dagli “Atti del IIº Congresso Geografico Italiano„. Roma 22-27 settembre 1895.[78] Vaccarone L.: Il Gruppo del Gran Paradiso. Torino, V. Bona, 1894, pag. 23.[79] Virgilio F.: Di un antico lago glaciale presso Cagne, ecc., negli Atti della R. Acc. Sc. di Torino Vol. XXI 1885-86, pag. 294, nota in calce.[80] Baretti M.: Geologia della Provincia di Torino. Torino, F. Casanova, pag. 375.[81] Quando noi eravamo colla macchina fotografica nelle valli di Cogne ignoravamo questa circostanza, per cui non potemmo recarci nel punto sovrindacato della strada dell’Herbetet per ricavare colla fotografia la stessa veduta dall’abate Carrel stata schizzata in 9 anni diversi. Ci asteniamo pertanto dal pubblicare detti schizzi fino a quando (e sarà fra breve) avremo fotografata quella veduta, e potremo così su di essa riportare i disegni dell’abate Carrel, e ricostrurre nove diversi stati di quei ghiacciai in passato.[82] Vedi: Echo des Agriculteurs Valdôtains. II Année, N.º 13: 1 juillet 1896.