ossia

t
s
=
t
c
+
a
Q cosξ
p
sec ξ

K

la quale ci dice che la temperatura del suolo è mantenuta superiore alla temperatura del cielo di un numero di gradi che è proporzionale all’azione riscaldante del sole e inversamente proporzionale alla irradiazione unitaria del suolo. In questa radiazione unitaria noi dobbiamo distinguere due fattori, l’uno che dipende dalla natura della superficie, ed è il potere irradiante, r s; di questa: l’altro m s che dipende dalla trasparenza dell’aria. Si potrà scrivere cioè K = m s r s; e mettendo quindi in vista, per lo scopo nostro speciale, nella formola precedente i coefficienti di trasparenza dell’aria si avrà

t
s
=
t
c
+ B
s
p
secξ

m
s

dove si è posto per semplicità

B
s
=
a
s
Q cosξ.

r
s

Fin qui si è considerata la superficie terrestre come solida; nel caso della superficie oceanica l’effetto della radiazione solare è assai più complicato, in causa della riflessione e rifrazione dei raggi, della loro penetrazione fino a profondità sensibile, del moto ondoso, della evaporazione, per non parlare dei movimenti convettivi, i quali possono considerarsi dell’ordine dei fenomeni meteorologici il cui effetto non può finora essere preso in considerazione. Noi possiamo però facilmente ammettere che anche la temperatura della superficie oceanica in quanto dipende dall’equilibrio delle radiazioni termiche, è esprimibile con una formola analoga alla precedente