Descritto così topograficamente il gruppo del Terminillo, dobbiamo ora descrivere gli itinerari che si possono seguire per salire alla vetta principale. Essi sono sufficienti a dare nello stesso tempo una idea abbastanza esatta di tutto il gruppo.
Da quattro punti principalmente si può incominciare l’ascensione: da Rieti, da Antrodoco, da Sigillo e da Leonessa.
Rieti è la graziosa città Umbra di 16.822 abitanti che siede presso la riva destra del fiume Velino, ai piedi di una collina, in un vasto piano verdeggiante, cosparso di laghetti, fertilissimo, coperto di vigne. La linea ferroviaria che rilega Terni (stazione sulla linea Ancona—Orte—Roma) ad Aquila e Castellamare Adriatico, ha una stazione a Rieti a 41 chilometri da Terni, ed a 63 da Aquila.
Antrodoco è una piccola città bagnata dal fiume Velino, tutta intorno circondata da alte montagne ed addossata al Monte Giano, alto 1826 m. Bella è la sua posizione all’ingresso di parecchie valli ed anguste gole, principali quelle del Velino, che per Sigillo giungono fino a Posta, e quelle di Antrodoco per le quali passa tortuosa la via carrozzabile e la linea ferroviaria a tunnel elicoidali; gole memorande per la strage di circa 4000 francesi commessa nel 1799 dal popolo levatosi in massa.
La strategica posizione di Antrodoco, situato a 490 m. d’altezza, fu riconosciuta dagli antichi Sabini che vi avevano, come indicano le tavole itinerarie, una città, e non un vico, come disse Strabone, Interocrea, nome che accenna alla sua situazione fra i monti.
A difesa della città sorgeva sopra un colle nel medio evo una ròcca, della quale si vedono gli avanzi, che il Muratori nelle sue annotazioni alla «Storia d’Italia» chiama arx munitissima. In essa nell’anno 1231 si rifugiarono Bertoldo, fratello al Duca di Spoleto, il conte dei Marsi ed altri baroni, i quali, aiutati dai cittadini, fecero fronte ai soldati dell’imperatore Federico II fino al sopraggiungere dei soccorsi dei confederati che liberarono la ròcca dall’assedio.
Antrodoco pure ha stazione ferroviaria sulla linea Terni—Aquila—Solmona—Castellamare Adriatico, a km. 65 da Terni, ed a 39 da Aquila.
Nè vogliamo dimenticare, giacchè ci troviamo in questa regione, un’importante luogo degno di visita, situato fra Rieti e Antrodoco, a 5 km. ½ da Cittaducale, a 14 ½ da Rieti e quasi 8 da Antrodoco, vogliamo dire l’antica Cutilia ed il suo lago, ove Varrone pose l’umbilico o il centro d’Italia.
Cotila o Cotilia, riconosciuta nell’odierno borgo di Paterno, è di fondazione remotissima perchè presso di essa dovean trovar pace i Pelasgi, secondo l’antichissimo oracolo di Dodona, inciso al dir di Dionisio d’Alicarnasso in un tripode con caratteri antichi nel tempio di Giove:
Pergite quaerentes Siculum Saturnia rura