All’appello rivolto dalla Commissione nominata dalla Sede Centrale del C. A. I.[64] a tutti i volonterosi perchè facessero ricerche atte a fornire elementi per lo studio del movimento dei ghiacciai, noi rispondemmo accingendoci con premura e con la massima buona volontà a compiere una campagna glaciologica nel gruppo del Gran Paradiso.
Nelle pagine seguenti rendiamo pertanto ragione delle poche osservazioni che vi potemmo fare, dolenti che alla nostra buona volontà non fossero adeguati nè i mezzi di cui potevamo disporre, nè la capacità. L’esperienza d’un anno ci ha insegnato molte cose, delle quali profittando, nutriamo fiducia di poter fare assai più e molto meglio in avvenire.
Per quanto siamo noi stessi convinti della pochezza dell’opera nostra, pur tuttavia ci siamo decisi a fare la presente pubblicazione e per corrispondere al gentile invito della Direzione Centrale del C. A. I. e perchè l’esempio nostro serva di sprone e decida altri più capaci e meglio forniti dei mezzi necessari a dedicare l’opera loro ad uno studio sulla cui importanza è qui inutile di insistere.
Serva poi a tutti di stimolo, quanto su questo argomento s’è fatto all’estero, in Germania, in Svizzera, in Francia, per impulso specialmente del prof. Forel, del sig. Marshall, del prof. Kilian, del principe Orlando Bonaparte.
I.
Per uno studio sistematico e razionale dei ghiacciai, il Gruppo del Gran Paradiso si presta mirabilmente in virtù della svariata sua configurazione orografica, della entità variabilissima dei suoi ghiacciai dall’umile vedretta alle enormi fiumane di ghiaccio, e dell’orientazione loro in ogni senso. Tutte queste condizioni mutabili da luogo a luogo, possono anche rendere meglio attendibili le conclusioni che si potranno ricavare circa l’influenza loro specifica sul regime dei ghiacciai a parità d’un altro fattore la cui influenza è per ora poco nota, ma che, certamente non trascurabile, merita d’essere studiata; cioè la natura litologica dei bacini alimentanti ed incassanti. Ed una tale ricerca riesce specialmente possibile nel gruppo del Gran Paradiso dove le vette, le creste e i valloni che più strettamente dipendono da quell’eccelsa cima o ad essa fanno corona, presentano una grande uniformità di costituzione litologica, appartenendo tutti per buon tratto all’intorno (specialmente verso sud e verso est) alla formazione prepaleozoica inferiore, al così detto gneiss centrale.
D’altra parte se il mutar della litologia d’una regione può esercitare influenza sul regime dei suoi ghiacciai, tale influenza può essere ricercata nelle vicine regioni più a nord e a nord-est dove emergono la Grìvola, la Tersiva, la Rosa de’ Banchi, ecc., nelle quali regioni si frammischiano con grande varietà i gneiss recenti e tabulari, i micascisti, i calcescisti, le quarziti ed i calcari cristallini, con le serpentine e rocce affini e con le numerose varietà di rocce anfiboliche, rocce tutte ascritte alla formazione prepaleozoica superiore.
Nella scelta da noi fatta di quella località per eseguirvi le nostre modeste osservazioni, fummo poi insperatamente felici per avervi trovato in alcuni punti dei dati preziosi e sicuri sul fenomeno glaciale locale, i quali ci permettono di ricostruire con certezza le sue vicende risalendo fino a parecchie diecine d’anni addietro.
Non è còmpito nostro dilungarci a descrivere una regione classica per l’alpinismo, molto nota e già da molti e valenti minutamente descritta; basteranno pertanto alcuni brevi cenni.
Il gruppo del Gran Paradiso, fra la Valle della Dora Baltea e la Valle dell’Orco, è costituito da un’ellissoide o nocciolo interno di gneiss centrale, rivestito tutt’intorno dalla numerosa famiglia di rocce appartenenti all’arcaico superiore o zona delle pietre verdi. La direzione del suo asse di sollevamento è all’incirca quella di SO.-NE. Un solco profondo, scavato dapprima e per breve tratto in direzione da nord a sud, quindi volgente verso sud-est, ed infine decisamente verso est, separa il gruppo del Gran Paradiso propriamente detto dalla Valle d’Aosta, interponendovi quel gruppo di montagne che si riannodano al Monte Æmilius (3559 m.) ed alla Tersiva (3513). Questo solco è costituito dalla valle di Cogne ad ovest e da quella di Champorcher ad est, spioventi dal comun colle della Finestra di Champorcher (2838 m. carta I. G. M. e 2826 carta Paganini) fra la Tersiva e la Rosa dei Banchi (3164).