Ma codesti versi d'amore non si trovano (ved. Lettere di Tommaso Grossi e d'altri amici a Carlo Porta e del Porta a vari amici, raccolte e illustrate da Carlo Salvioni, in Giornale storico della Letteratura, vol. XXXVII, pag. 273).


L'ode «A Silvia» del Parini, fu tradotta, come abbiamo detto, [pag. 29], dal Bellati, quando il Porta ne aveva già cominciata la versione. Veramente, quella del Bellati è piuttosto una parafrasi; parafrasi pittoresca. Il dialetto milanese presta al soggetto alcune espressioni vivissime, che la lingua aulica contegnosa del grande poeta non offre. L'ode del Parini ha trenta quartine settenarie; quella del Bellati ha trenta sestine ottonarie. Fu stampata in un opuscoletto (conservato all'Ambrosiana) con questo titolo, a uso bosinada:

Ode a Silvia molto bella

D'on Autor de conclusion,

Staa tradotta in manch de quella

In lenguagg de buseccon (milanese)

Par amor de quella gent,

Che 'l Toscan ghe liga i dent.

E comincia: