La statura sua è piuttosto bassa; ha il torace peloso, le braccia pelose, il berretto di pelo e la barba a corona. Non si può dire veramente un bell'uomo, ma senza dubbio è qualche cosa fra il sagrestano smesso e il gorilla addomesticato.
Incomincia a declamare; ascoltiamo.
Anche a lui gli endecasillabi pajono corti, onde, animato anche dalle licenze poetiche che vede prendere agli autori dei testi, su i quali si appoggia, ha preso addirittura il patentino per poter declamare anche in tempo di divieto, e aggiunge, e allunga, e accomoda di suo, in un modo così sublime, che il Tasso nelle sue mani diventa tutt'un'altra cosa, un po' più oscuro è vero, ma con le sue illustrazioni in lingua Greco-Arabo-Italo-Cofta rimedia a tutto e così bene, che anche gli addormentati, quando si svegliano, ne sanno quanto quelli che sono stati desti o poco più.
Chetiamoci e stiamo attenti sul serio, perchè ora è il vero momento; il nume s'è impossessato di lui, lui s'è impossessato del senso comune e se le dànno a morte.
Ma nol farà: prevenirò quest'empj
Disegni loro, e sfogherommi appieno;
Gli ucciderò, faronne acerbi scempj:
Svenerò i figli alle lor madri in seno;
Arderò i loro alberghi e insieme i tempj:
Questi i debiti roghi ai morti fièno;