Il Dottor Arletti
(parlando con disordine e con fluidissima rapidità) Me ne duole, baronessa. Me ne duole. Me ne duole. Il mio domestico — già, quello lì è un ebete! — avrebbe dovuto dirle che io non ammetto d'essere consultato nel mio domicilio in ore che non siano quelle da me stabilite. Se sono qui in questo momento, non ci sono mica per essere consultato. Ci sono perchè, sempre che l'ospedale mi concede un attimo di libertà, io corro a vedere mia moglie. Due pensieri occupano supremamente la mia vita: — mia moglie e il mio ospedale. Ma alla buona Valeria, purtroppo, non posso dare che qualche ritaglio di tempo. Adesso, per esempio, impossibile trattenermi a lungo. Impossibile! Impossibile! Alle quindici... (Guarda il suo orologio.)
Laurina
(contemporaneamente, guarda il suo.)
Valeria
(contemporaneamente, guarda il suo.)
Il Dottor Arletti
(continuando:)... alle quindici, devo tagliare....
Laurina
Una gamba.