(troncandogli la parola) Si ricordi la gamba, dottore. (E dando uno sguardo al suo orologetto, un altro a Valeria) Ci vogliono soltanto quattro minuti per le quindici.

(Guardano rapidamente i loro orologi anche Valeria e il Dottore Arletti.)

Il Dottor Arletti

Maledizione!... È vero! È vero!... Maledizione!... Maledizione!... (Piglia il cappello, ed esce come un fulmine.)

Valeria

(si slancia verso Laurina.) Lei ha voluto rinunziare alla vendetta, lei ha voluto risparmiare un colpo atroce a mio marito, un disastro irreparabile a me.... La sua generosità è stata così grande che....

Laurina

No, no, cara signora. Ritiri il suo entusiasmo, perchè non mi spetta. Niente generosità da parte mia. Se io avessi consegnata all'ottimo dottore quella preziosa lettera, lei, sì, avrebbe potuto rimetterci la pelle, e anche in tal caso non so quel che ci avrei guadagnato io: una rivale morta può valere più d'una rivale viva; ma supponiamo, invece, che l'ottimo dottore si fosse limitato a farla rotolare per le scale.... Bell'affare per me! Lei sarebbe piombata sulle spalle di Riccardo Negri, e io sarei rimasta con un palmo di naso. Quella lettera lì, cara signora, è un cannoncino prodigioso che colpisce con più sicurezza... quando non è sparato. Difatti, finchè quella lettera sarà in mio possesso, ben conservata e nascosta, lei si guarderà bene dal contendere uno straccetto d'amoroso a questa povera cocottina, alla quale lei medesima ha voluto dare, per un giorno, il titolo di baronessa... forse per avere l'illusione di non essersi troppo abbassata nel farle la concorrenza.

Valeria

(esausta, annichilita) Disgraziatamente, ha ragione. Sono nelle sue mani. Mi piegherò.