E avevate sulla faccia smorta tanta bellezza e tanta bontà! Io avrei voluto acquetarvi almeno per l'avvenire; avrei voluto dirvi: «per il figlio che dovrà nascere, non state in pena, perchè ciò che vi serve per farlo crescere sano e forte ce l'ho io, sì, sì, ce l'ho io...; prendete, prendete!» Ma, come voi, ho avuto paura di Salvatore, e ho ritardato fino a questo momento. Intanto, non speravo di potervi parlare stanotte da sola a sola e perciò ho ficcata la borsa col denaro là dentro, fra i carboni.

Graziella

(febbrilmente) Presto! Presto! Ch'egli non la veda! Se ne avrò il coraggio, gliela darò io quando voi sarete uscita. (Guatando la porta, si curva sul sacco, lo apre e cerca.) Fargliela vedere adesso che voi siete qui sarebbe un'imprudenza! un'imprudenza!...

Francesca

(curva anche lei sul sacco, trova subito la borsa) Eccola qua. Nascondetela.... Nascondetela....

Graziella

(nascondendo la borsa nella cintola, sotto lo scialle) Dio mio, mettetemi nell'anima il coraggio necessario!

Francesca

(sempre più piano e circospetta) Se continuate a vivere in questo squallore, voi farete un figlio di mala salute....

Graziella