E ancora sospetti?! L'ho lasciata un po' aperta per fare del fuoco. (Accende con un fiammifero la minutaglia che è nel braciere, sulle fiamme getta subito una manata di carbonella e poi un po' di carboni grossi e vi soffia con una ventola di paglia.)
Salvatore
(si alza, diffidente, va a chiudere la porta, ne toglie la chiave, e se la mette in tasca. — Apre il finestrino. — Torna a sedere.) Be', adesso me lo dirai di che ti parlava mia madre.
Graziella
(lasciando il ventaglio, con reticenza) Se ti sapessi più ragionevole.... Se tu non sentissi tanto odio per lei....
Salvatore
(cupo e chiuso) Non l'intenderai mai tu quello che ho sofferto e che soffro per causa sua! Eppure, non è per lei che sento odio. Lo sento per me stesso. (Poi, cercando di convincerla) Se io non fossi nella miseria, penserei prima di tutto... a soccorrerla, senza fargliene accorgere, beninteso, e penserei a toglierla di mezzo la strada. Questo non significa odiare. Io sono più ragionevole di quanto tu credi, e perciò... hai torto di farmi dei misteri.
Graziella
(sempre con reticenza) Proprio della nostra miseria mi parlava mamma tua. E il soccorso che tu vorresti dare a lei, essa... vorrebbe darlo a noi.
Salvatore