La signora Marnieri

(rimasta sola, è invasa di nuovo dallo sconforto. In piedi, girando un po' gli sguardi trepidi intorno, non osa neppure di muoversi. Le sembra di essere un'intrusa in quella casa. Le sembra di non dover respirare l'aria che respira. Lo sconforto aumenta. Ella rivolge gli occhi al cielo in atto di umile preghiera. Quando, con l'orecchio vigile, ode lievemente un rumore di passi, ricompone la fisonomia e con intensa emozione aspetta.)

(Entra Giulia. — Indossa un abito quasi di lutto, sobrio, severo, ma piuttosto elegante. In testa un piccolo cappellino chiuso con la veletta alzata sulla fronte.)

Giulia

(vedendo la signora Marnieri, accentua un contegno impenetrabile, e riserbatamente saluta:) Signora....

(Le due donne si osservano.)

La signora Marnieri

Mi sono permessa di presentarmi da me... perchè ho contato sulla sua cortesia,... sulla sua indulgenza.... E poi ho pensato che probabilmente il mio nome... non le sarebbe giunto nuovo.

Giulia

(con una quasi impercettibile espressione di risentimento, la invita a sedere) Si accomodi, signora Marnieri.