Con affetto e con reverenza ce ne ricordiamo!

Francesco

(indicando Lorenzo Gemmi) Questi è suo padre.

Lorenzo Gemmi

(che era raccolto in sé stesso, alle spalle di Francesco, ascoltandolo, s'imbarazza ora nel veder convergere sulla propria persona gli sguardi di tutte le Ricoverate incuriosite.)

Francesco

(continuando) È il suo povero padre, che si è affrettato a comunicarmene la lettera testamentaria rinvenuta appena stamane. Dopo d'aver deciso di morire, egli dispose che l'ingente eredità già trasmessagli dall'abnegazione paterna fosse destinata all'opera della quale era stato valido apostolo. Nella medesima lettera — notate — ebbe cura di esprimere la speranza di farsi perdonare da Dio, con quell'estremo atto di carità e di tenerezza, «la folle violazione del maggior dovere d'ogni cristiano»: il dovere, cioè, di aspettare che l'ultima ora sia segnata dai poteri divini. Voi accoglierete religiosamente la generosità la speranza e il monito di Paolo Gemmi. E il suo nome — a cui questo asilo sarà intitolato — voi circonderete d'un culto perenne.

Lorenzo Gemmi

(trattiene le lagrime.)

(Le Donne si piegano in una mesta commozione, Sonia piú di tutte.)