(riavendosi, se la trova davanti, a molta distanza, in una strana intensa contemplazione, e, memore delle stranezze che fioriscono tra quelle mura, non si meraviglia.)

Sonia

(persiste nel guardarla, trasfigurandosi, e un culminante moto interiore traspare dalla sua trasfigurazione.)

Agnese

(è attirata da quella persistenza, e, facendo qualche passo verso la giovane che le è ignota, la interroga, rinnovando l'antica consuetudine di rivolgere la parola alle Ricoverate con affettuoso interessamento:) Chi siete voi, cara, che tanto mi guardate?

Sonia

Chi sono io?... Come dirtelo?... Sonia Zarowska mi chiamo, ma non sono piú Sonia Zarowska.

Agnese

Ah, no?

Sonia