Povera Sonia!... (Ma, ghermito da un fulmineo raccapriccio, si stacca da lei.) No! No! Che orrore!... Via! Via! Via!... Via! (Fugge a destra, guatando indietro.)
VII.
Sonia
(rimane un istante stecchita. Nelle orbite enormi e cupe, le pupille sono come cristallizzate e il bulbo biancheggia d'un biancore gelido. Indi, ella, i piedi attaccati al suolo, si agita dalla cintola in su, boccheggiando, annaspando e sforzandosi di chiamare, col fiato monco:) Ulrico!... Ulrico!...
Ulrico
(è già comparso nel fondo, trascinandosi a stenti. — Sembra un uomo crivellato di ferite, — Egli risponde roco, terribile, sibilante, disperato:) Non mi chiamare, Sonia! Conosco lo strazio che ti soffoca! Ti ho spiata. È uno strazio che a me non chiede che di essere maledetto!
Sonia
Riprendimi! Riprendimi! Puoi riprendermi, ora!... Finalmente, mi ritrovi com'ero!
Ulrico
(nella rapina d'una fiamma frenetica, piomba su lei, l'afferra, la gualcisce, la storce, gridando:) Non cosí, non cosí ti volevo!... È la piú scellerata delle tue crudeltà questa offerta nefanda!