(con indignazione e ribrezzo) Sporcaccione! Un operaio onesto cade così in basso!

Martino

(siede presso la scrivania) Mettiamo le cose a posto. Onesto, non mi sono mai vantato di esserlo. Non dico che... ma... l'onestà è un oggetto di lusso, e io.... Parliamoci chiaro! (Pausa.) Dunque, il padre mi teneva a stecchetto come operaio, e il figlio mi pagava bene... come uomo di mondo. Potevo immaginare che nel caso di essere scacciato dal padre, anche il figlio avrebbe avuto il prurito di lasciarmi in asso? E intanto, per San Gioacchino protettore dei gobbi, così è successo, capite!

Antonio

Ben ti sta. (Siede dall'altro lato della scrivania.)

Martino

È mala gente, credete a me; è gente che ha tanto di pelo sulla coscienza.

Antonio

Ma si lavora, mio caro, si lavora tranquillamente, e non si va a giuocare e a bere e a ubbriacarsi come hai fatto sempre tu. Con la vitaccia che hai menata, chi vuoi che ti compatisca, ora?

Martino