No: ero convinta d'essere stata più debole o più innamorata di te, e d'essere tua più che tu non fossi mio. Mi sentivo interamente responsabile io della maternità e m'illudevo che, col tempo, sarei bastata a me stessa e a mio figlio. E, del resto, non avevo forse conseguito il diploma di maestra? Non avevo ottenuto un posto d'insegnante nel paesello dov'era mia zia? Ebbene, tutto ciò mi dette coraggio. Bisognava strapparci il cuore, ma assicurarci la libertà, indispensabile alla lotta della nostra esistenza. Questo ti dissi, e dissi, in fondo, la verità. Erano anche le tue idee. A te parve che io ti amassi meno. Io non tentai di farti ricredere. Ti chiesi perdono, e ci separammo. Uccidevo l'anima mia, ma ti sottraevo all'incubo d'un dovere che non avevi e lasciavo interamente liberi il tuo ingegno e la tua giovinezza.

Antonio

(fremendo d'impazienza) E poi? E poi?

Maddalena

Le mie illusioni caddero ben presto. La zia mi ricevette malvolentieri. Mi aveva già disprezzata quando io ero venuta a star sola, a Napoli, per istruirmi. E, avvicinandosi i giorni in cui io dovevo dare alla luce il mio bambino, la zia stabilì di nascondermi....

Antonio

(con forza) Tu ti ribellasti.

Maddalena

Mi ribellai; ma ella mi mise alla porta, perchè i suoi principii le impedivano di tollerare che nella sua casa rispettata una donna mettesse al mondo un figlio senza avere un marito. Mi rassegnai, e decisi di non mai più accettare neanche le sue elemosine. Come una femmina perduta e pericolosa, fui contemporaneamente licenziata dalla scuola. Nel paesetto, non si parlò che dello scandalo che io avevo dato. E, dopo che il bambino mi nacque, odiata, fuggita da tutti, me ne tornai in città... con poco danaro e con poca salute.

Antonio