Petruccio

(interrompendola) Te l'ha scritto?

Maddalena

Sicuro che me l'ha scritto.

Petruccio

Voglio sentire come t'ha scritto.

Maddalena

Sì, sì, ora ti faccio sentire. (Cava dal petto una lettera e, senza guardarla, finge di leggere, improvvisandone il contenuto.) (Petruccio, coricato com'è, non la vede.) «Cara Maddalena, tu e Petruccio dovete avere un poco di pazienza e dovete pensare che io sto qui per il vostro bene. Ti prego di dire a Petruccio che quando verrò a Genova faremo tante tante cose belle, e lui sarà contento di andare alla scuola e d'imparare come fanno tutti i ragazzi buoni come lui che tengono compagnia alla mamma e che ne sono la consolazione.» (Ha qualche lagrima negli occhi) «Ti prego di dirgli pure che quando giungerò io, a te e a lui non mancherà più nulla, e cesseranno tutte le pene, e la sera Petruccio andrà a letto tranquillo tranquillo, e poi farà dei bei sogni, proprio come se fosse un ometto grande, e il giorno dopo racconterà alla mamma tutto quello che ha sognato.» Hai sentito?

(Petruccio si è addormentato di un sonno di languore.)

Maddalena