(segue il dibattito in preda alla più viva emozione.)
Ernesto
(a Gustavo) Io non t'ho mai visto così impacciato. Avevo in animo di patrocinare la tua causa, ma il tuo contegno avvilisce anche me. Io mi smonto facilmente, e quando non capisco, peggio di peggio. Vorrei sapere, se non altro, che cos'è che ti ha trasformato a tal punto.
Tilde
È evidente: la mia presenza.
Ernesto
(a Gustavo) Difatti, nello scorgere mia moglie, hai allibito, hai tremato. M'è parso che ti cogliesse un malanno. Hai perfino pronunciato delle parole sconcludenti.
Gustavo
(cercando un'intonazione di calma relativa).... Alla loro cortesia domanderei la sospensione di questa angosciosa seduta. (Si alza.)
Ernesto