(accalorandosi) Non è vero! No! No! Non è vero! Non è vero! Ciò che accade fra noi è precisamente il contrario di ciò che voi credete. Io vi corro dietro come a una calamita fantastica, dalla quale, quanto più mi sento attratto, tanto più mi sento lontano, e la frenesia maledettissima di raggiungervi mi fa commettere le più svariate e le più stravaganti bestialità. Mi prenderei a scapaccioni! (Rabbioso, pentito, si ritrae in un angolo della stanza.)

(Lunga pausa.)

Elena

(si è calmata, si è seduta, ha riflettuto.) È curioso che la sola bestialità che non sarebbe offensiva per me non vi sia finora neppure venuta in mente!

Ugo

(resta, un istante, dubbioso, trasalendo; indi, come colpito da un'idea novissima e anormale:) Sposarvi?!

Elena

Avete l'aria di pronunziare la parola più strana che sia stata mai pronunziata da voi.

Ugo

È probabile. (Con subitaneo zelo) Tuttavia, se il matrimonio fosse la condizione sine qua non della vostra condiscendenza, oh, nessuna difficoltà e nessuna esitanza da parte mia! Io vi sposerei non una, ma cento volte.