(attonito, accenna di sì con un reiterato tentennare del capo, a guisa d'un fantoccio.)

Elena

(si avvia, flemmatica, verso la porta in fondo, passa davanti a Ugo, e trincia l'aria con un solenne gesto di comando, tenendo sempre in alto la chiave, che quasi gli tocca la punta del naso.) Seguitemi,... topolino! (Esce, svoltando alla destra del corridoio.)

Ugo

(leva le mani ingombre in atto di comica imprecazione e si avanza, quasi impetuoso, verso il pubblico, come per sfogarsi) Non ne ho imbroccata una!

L'albergatrice

(dal lato sinistro del corridoio è entrata di botto coi suoi passettini più veloci del solito, coi suoi gestini giapponesi. Dà di muso nelle spalle di Ugo e, avendone udito lo sfogo, gli grida dietro, nel tono più acuto della sua vocetta:) Capisco capisco!

Ugo

Vada all'inferno, lei! (E via, di corsa.)

L'albergatrice