(È seguíto dal Dottor Finizio e da una piccola folla di contadini poveri, uomini e donne. Sono quasi tutti attempati. Il più vecchio è Remigio, che cammina appoggiandosi a un lungo ramo d'albero sfrondato. Egli porta gli scarsi capelli un po' a zazzera e una barbetta floscia che gli si allunga sulla gola breve. Qualcuno è più evidentemente cencioso. Qualcun altro ha il volto più evidentemente malaticcio. C'è tra essi un cieco che va a tentoni, munito di un bastoncello. Una donna piuttosto giovane reca sulle braccia un bambino.)

(Entra anche Annita, che tra la piccola folla si distingue per i suoi abiti e per il suo portamento signorili.)

Sebastiano

(a Barbarello, che non cessa di mugolare e di stringere minacciosamente i pugni) Hai sentito tutto il putiferio che abbiamo fatto e non hai voluto aprire?!... Dov'è il reverendo? Dov'è? (Infila la porta a sinistra, chiamando:) Fiorenzo!... Fiorenzo!... Fiorenzo!...

Il Cieco

(avanzandosi, urta col bastone nelle gambe di Remigio.)

Remigio

Queste sono gambe mie, santa Lucia benedetta!

Il Cieco

Eh, caro amico, se io avessi riavuti i miei occhi come tu hai riavute le tue gambe!...